mercoledì 30 novembre 2011

Lunario mese di Dicembre



Dicembre






Parrocchia di S. Giuseppe particolare dell'ingresso e della meridiana





Santi e Ricorrenze


  3/12 S. Francesco Saverio
 4/12 nasce Rainer Maria Rilke (1875)
 9/12  S. Siro
17/12  S. Lazzaro
27/12 S. Giovanni Evangelista





il numero del mese: il dodici

il dodici simboleggia l'ultimo mese dell'anno perchè è un numero conclusivo come dimostra il sole che attraversa le dodici costellazioni in un anno. Il periodo di trapasso tra un anno e il successivo è pari a dodici notti tra Natale e l'Epifania.
Il dodici rappresenta l'universo nel suo complesso perchè è il risultato del prodotto dei quattro elementi:terra, aria, acqua, fuoco per i tre principali elementi dell'alchimia: zolfo, sale, mercurio. Rappresenta il perfetto equilibrio;dodici sono i segni zodiacali, dodici gli apostoli, la Gerusalemme Celeste descritta nell'Apocalisse è basata sul dodici, Giacobbe aveva dodici figli da cui discesero le dodici tribù. Da un punto di vista mistico il 12 composto da tre e quattro rappresenta la Trinità e il mondo manifestato ossia il creato.
il numero dodici ha ispirato il sistema inglese dei pesi infatti un pound è pari a 12 once e gli oggetti possono essere raggruppati a dozzine come le uova.



Il numero tredici come simbolo del Capodanno

Capodanno segna un momento di passaggio e rigenerazione; una morte rappresentata dalla tredicesima carta dei tarocchi. L'associazione con la morte è uno dei motivi per cui si ritiene che il 13 sia un numero funesto. un altro motivo è legato all'Ultima Cena per cui molte persone superstiziose si rifiutano di sedere a una tavola con 13 commensali. 





Poesia del mese



Porta Venezia



I castagnai dei bastioni
di nuovo accendono i fuochi.
La giostra nella nebbia
i lumi di Porta Venezia.

Seduta al parapetto
mi parli all'orecchio.
L'odore di neve,
le tue parole.
Piove non piove.

Raffaele Carrieri da "la giornata è finita" - Mondadori
 



Il proverbio del mese



 
Dicembre: ne gh’è ‘n trist cavagn che ne’l vegna boon ‘na volta a l’an. Non c’è attrezzo tanto malandato, che non sia utile almeno una volta all’anno. Per insegnare a tener da conto ogni arnese, anche poco usato. 




la ricetta del mese

La tortionata di Lodi






250g farina bianca 00
125 g mandorle pelate, tritate grossolanamente e tostate (seguire questo ordine)
125 g zucchero
140 g burro a temperatura ambiente
½ bustina lievito


Mescolare tutto insieme quando le mandorle saranno ancora calde.
Stendere al meglio l'impasto, che sarà granuloso, in una teglia di 26 cm di diametro.

Cuocere in forno statico a 190° per 30’, sul ripiano centrale. (ricetta trovata in rete)


2 commenti:

  1. Bello il proverbio. troppo buona la torta.

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  2. ciao! la torta è simile alla sbrisolona mantovana ed è proprio buona

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