Auguri Vivissimi per una Serena, Buona Pasqua!
Apriamo qui il nostro salotto di casa per chiaccherare in compagnia e in tranquillità.
sabato 19 aprile 2014
domenica 13 aprile 2014
Le Invasioni Botaniche ...son tornate
Ieri e oggi il centro città si è trasformato in un magnifico, colorato e profumato giardino fiorito, in occasione della seconda edizione de "Le invasioni botaniche".
Complice un caldo quasi estivo e la bella giornata soleggiata hanno fatto sì che una moltitudine di gente affollasse i corsi e i giardini per ammirare le la varietà delle piante esposte con maestria.
Ecco una carrellata di immagini che ho scattato oggi durante la passeggiata
.
mercoledì 9 aprile 2014
un sabato pomeriggio a Crema
Crema (CR) - Santuario di S. Maria della Croce
Sabato 5 aprile 2014 nel pomeriggio i
Volontari del Patrimonio Culturale del Touring di Cremona, si sono
recati nella città di Crema per una visita ai principali monumenti
della città accompagnati dai "Colleghi" Cremaschi.
Il ritrovo era stato fissato per le
15,10 davanti al Santuario di Santa Maria della Croce, bellissima
chiesa rinascimentale sorta alla fine del '400 nel luogo in cui
avvenne l'apparizione della Madonna a Caterina, moglie di
Bartolomeo Pederbelli il quale l'aggredisce nel bosco e le mozza la
mano, quindi l'abbandona morente.
La chiesa dall'aspetto bramantesco
all'esterno circolare, l'interno si presenta ottogonale sormontato da
una grande cupola e 4 cappelle laterali; il luogo più caro ai
cremaschi è lo "scurolo" dove sostò in preghiera il beato
Giovanni Paolo II. Al centro del santuario le 4 pale d'altare,
l'adorazione dei pastori di Antonio Campi, l'adorazione dei magi e la
deposizione di Bernardino Campi e la salita al Calvario attribuita a
Carlo Urbino.
Antonio Campi - Adorazione dei pastori
La seconda visita è dedicata a Palazzo
Terni de Gregori, già Bondenti, risalente al settecento, uno dei più
belli della città, fresco di restauro, soprattutto nei soffitti a
cassettone, che vediamo per la cortesia dei proprietari. Il palazzo
che presenta un'ala incompleta, esternamente è ornato di statue e
oculi in ferro battuto.
Palazzo Terni de Gregori - facciata
Cortile
Presso il Museo Civico di Crema e del
Cremasco che occupa gli spazi dell'ex convento di S. Agostino
ammiriamo gli affreschi di Giovan Pietro da Cemmo nel refettorio e la
"casa cremasca" uno dei siti di "Aperti per Voi"
a Crema. Ricostruzione di un ambiente agricolo abitato dal fattore
tra la fine dell'ottocento e il primo novecento. Sono allestite la
cucina e la camera da letto ma vi trova posto anche un interessante
velocipide realizzato interamente in legno. Sulla tavola imbandita i
piatti tradizionali cremaschi come i tortelli, il salva con i
peperoni verdi e la "bertolina" con l'uva.
Affreschi del refettorio dell'ex convento di S. Agostino di G. P. da Cemmo
Facciamo un breve giro in piazza del
duomo, chiuso da tre anni e mezzo per lavori, riapertura annunciata
per sabato 12 aprile p. v., e piazza del Comune, entriamo per un
attimo nella chiesa di S. Bernardino dove si sta celebrando una
funzione che ci impedisce di soffermarci e per ultimo, visitiamo
l'oratorio di S. Giovanni Battista, chiesa voluta da laici
appartenenti alla omonima Confraternita alla fine del 1500, semplice
nell'architettura ma all'interno, interamente affrescata da Gian
Giacomo Barbelli.
Chiesa di S. Bernardino interno (Auditorium Manenti)
Oratorio di S. Giovanni - gli affreschi del soffitto
lunedì 24 marzo 2014
Alla scoperta dei tesori in città
Il Torrazzo si sa è il simbolo di Cremona, la torre più alta in Europa in muratura, costruito con 7 marcapiani che rappresentano i pianeti e il coronamento ottagonale come il battistero in cima infine la palla con all'interno reliquie di santi è costituito da due parallelepipedi uno dentro l'altro e nell'intercapedine l'interminabile scala di 502 gradini.
Ma all'interno è custodito uno dei più antichi e preziosi meccanismi funzionanti, così come a Brescia, Venezia e Padova, ma molto più grande: l'orologio astronomico costruito da G. B. Divizioli, cremonese, nel 1583.
Questo enorme meccanismo riunito in una stanza eccezionalmente aperta per la nostra visita si raggiunge dopo una salita di 150 gradini. Si compone di tre parti: la suoneria collegata alle 7 campane, ognuna dedicata ad un santo, attualmente disattivata ma potenzialmente funzionante e ddeputata ai rintocchi con il "ribotto".
La "macchina del tempo" di cui sentiamo il regolare "pulsare" collegata attraverso un'asta che ruota completamente ogni ora al quadrante dell'orologio di cui ammiriamo la parte interna.
Ogni parte funziona tramite dei pesi adeguati; il quadrante dell'orologio che funziona da mezzo millennio riporta le 24 ore per cui ad esempio guardando la lancetta dell'orologio posta orizzontalmente a destra si leggono le ore 18 anzichè le odierne ore 15.
Dato che all'epoca il riferimento era l'astro del sole nella stessa stanza c'è il foro attraverso cui si proietta il raggio del sole sia sulla parete che sul pavimento.
L'orologio che viene caricato ogni mattina indica oltre alle ore, il movimento del sole, annuo, della luna, 28 giorni, i pianeti e i segni zodiacali e fatto raro la linea del drago che segnala le eclissi ossia le congiunzioni sole/luna che si verificano ogni 18 e rotti anni naturalmente in ogni parte del mondo anche se non visibili per noi.
Alla fine della visita guidata riprendiamo la salita per ammirare anche se dall'alto, e non direttamente le sette campane di peso variabile, ma comunque mastodontiche e la magnifica vista che da là si gode. (nelle giornate limpide si vede il duomo di Brescia)
domenica 16 marzo 2014
Turisti a Tavola: il Ponente Ligure
Turisti a Tavola
Il menù della serata comprendeva antipasti tipici come la farinata e le olive taggiasche, la frittata coi bianchetti e i crostini con patè di olive.
nella foto in alto anche ottimo pesce azzurro fritto in pastella
Per primo trofie al pesto, un classico della cucina ligure, per secondo stoccafisso in umido alla ligure e carciofi di Albenga
Il dessert; amaretto di Sassello, crema di semolino fritta e arance al Pigato.
Il Vermentino e il Pigato hanno abbondantemente accompagnato i piatti gustati.
Infine ogni volta vengono enumerati i punti di contatto storici e artistici che legano la località considerata con Cremona. Ne vengono tra i tanti ricordati quattro:
la via Postumia costruita nel 148 a. C. per esigenze militari,collegava Genova con Aquileia e attraversava Cremona lungo il decumano massimo.
Uberto Pallavicino (1197 - 1269) signore di Cremona, stringeva importanti contratti commerciali con Genova, Venezia e Montpellier
Leonida Bissolati (1857 - 1920) promotore dei primi scioperi nel cremonese, partecipò a Genova alla fondazione del Partito Socialista Italiano e diresse il quotidiano l'Avanti.
Sofonisba Anguissola (1530 - 1625) pittrice cremonese sposò in seconde nozze il capitano Orazio Lomellini e visse a Genova per oltre 30 anni.
sabato 1 marzo 2014
Lunario mese di Marzo
MARZO
La Grande Croce, una croce astile in argento che è
sicuramente un capo d’opera non solo del Tesoro, ma dell’oreficeria
quattrocentesca lombarda visto che è stata realizzata nel 1478 da
due orefici: il milanese Ambrogio Pozzi ed il cremonese Agostino
Sacchi. Questi due nomi con la data di esecuzione sono incisi a
niello sulla base del piedestallo della croce vera e propria che si
appoggia ad un complesso basamento aggiunto nel 1775 e realizzato da
Giuseppe Berselli su disegno di Giovanni Manfredini.
SANTI E RICORRENZE
4/3 Martedì grasso il termine del Carnevale
5/3 Le Ceneri
7/3 S. Felicita
19/3 S. Giuseppe
21/3 S. Benedetto
25/3 Annunciazione del Signore
31/3 S. Beniamino Martire
LA POESIA DEL MESE
MARZO
Nei boschi, da sera a mattina,
si schiudono fresche sorprese:
leggero sui prati cammina
Marzo, incantevole mese.
Ancora non c'è l'usignolo
ricolmo di note e di trilli,
ma lungo le prode e nel brolo
già fremono e parlano i grilli.
E, guarda, la siepe s'è desta
coperta di fiori, odorosa;
il pesco s'ammala di festa
schiudendo i suoi petali rosa.
C'è pioggia, c'è vento, c'è Sole:
è Marzo, ogni cosa ha un incanto:
è Marzo che piange e non vuole..
che mostra il sorriso tra il pianto.
Alfred de Musset
IL PROVERBIO DEL MESE
Per San Benedetto
la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.
la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.
LA RICETTA DEL MESE
Filetti di merluzzo ai carciofi
I filetti di merluzzo ai carciofi sono un secondo piatto leggero, ma al tempo stesso gustoso, che sposa il sapore delicato del merluzzo a quello deciso dei carciofi con un risultato che saprà sorprendervi.
I filetti di merluzzo ai carciofi sono ottimi se preparati con i filetti di merluzzo fresco, ma vengono benissimo anche con quello surgelato purchè sia di buona qualità. Lasciarlo però scongelare in frigorifero prima di cucinarlo.
Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/filetto-merluzzo-carciofi#ixzz2vVEDy8gp
I filetti di merluzzo ai carciofi sono ottimi se preparati con i filetti di merluzzo fresco, ma vengono benissimo anche con quello surgelato purchè sia di buona qualità. Lasciarlo però scongelare in frigorifero prima di cucinarlo.
Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/filetto-merluzzo-carciofi#ixzz2vVEDy8gp
INGREDIENTI
- 4 carciofi
- 1 limone
- 4 rametti di prezzemolo
- 250 ml di Brodo vegetale
- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 1 cipolla bianca di piccola dimensione
- Pepe nero grattugiato al momento
- Sale
- 400 g di filetti di merluzzo
- Farina di grano tenero tipo 00
PREPARAZIONE
- Lavare i carciofi, togliere le foglie dure più esterne fino ad ottenere i cuori formati solo da foglie chiare e tenere, tagliare le punte. Tagliarli a metà, eliminare il fieno, ridurli a spicchietti e metterli in acqua acidulata con il limone. E’ possibile utilizzare anche i primi 8-10 centimetri del gambo. Togliere la parte esterna più coriacea con un pelapatate e tagliarli a fette di mezzo centimetro di spessore. Mettere anch’essi nell’acqua acidulata.
- Lavare il prezzemolo, selezionarne le foglie e tritarle con la mezzaluna su un tagliere.
- Scaldare il brodo.
- Mettere in una padella metà olio con la cipolla pelata e tritata finemente. Farla dorare dolcemente per 2-3 minuti, quindi unire i carciofi ben scolati e farli saltare a fiamma vivace per un paio di minuti.
- Abbassare il fuoco, aggiungere un mestolo di brodo, un cucchiaino di prezzemolo tritato e lasciar proseguire la cottura per 10 minuti circa. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo aggiungere altro brodo vegetale.
- A fine cottura unire una grattugiata di pepe e regolare di sale.
- Sciacquare i filetti di merluzzo sotto acqua fresca corrente e tamponarli con carta da cucina.
- Infarinarli.
- Scaldare in un'ampia padella il restante olio e rosolare i filetti di pesce un paio di minuti per lato, girandoli molto delicatamente con una paletta. Salarli.
- Unire i carciofi con il loro fondo di cottura, un paio di cucchiai di brodo vegetale e cuocere coperto a fiamma media per 10 minuti. Di tanto in tanto smuovere delicatamente il pesce e i carciofi con una paletta e aggiungere altro brodo se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo.
- Trascorso il tempo indicato scoperchiare, alzare la fiamma e far asciugare.
- Servire decorando con il prezzemolo.
AUTORE
Ricetta realizzata da Barbara Farinelli. Fotografia di Giovanni Caprilli. Tutti i diritti riservati.
L'albero dell'Ariete: l'ontano
I Celti lo consideravano sacro; probabilmente per la sua proprietà di resistere indefinitamente all'acqua tant'è vero che le prime case europee vennero costruite nei laghi su palafitte di ontano, così come in Irlanda fino a qualche decennio fa i secchi e i recipienti per il latte. Le foglie rimangono verdi fino a quando cadono nella sagione avanzata. L'ontano con i suoi rami contorti ha evocato maghi e stregheche si diceva fabricassero con questo legno dei fischietti per richiamare i venti distruttori.
mercoledì 26 febbraio 2014
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