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venerdì 2 gennaio 2015

Lunario mese di Gennaio


Gennaio



Cremona - il vecchio mercato di Piazza Marconi



La ricorrenza del mese: 

27 gennaio 1945 - le truppe sovietiche liberano i prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz.



La poesia del mese



Bigio il ciel, la terra brulla,
questo mese poverello
nella sporta non ha nulla
ma tien vivo un focherello.

Senza greggia e campanello
solo va, pastor del vento.
Con la neve sul cappello
fischia all'uscio il suo lamento.

Breve il dì, lunga la notte,
cerca il sole con affanno.
ha le tasche vuote e rotte,
ma nasconde il pan d'un anno.

                                                                                    Renzo Pezzani





Il proverbio del mese

                                    La luna di Gennaio fa luce come giorno chiaro.




La ricetta del mese



Maccheroni broccoli e noci





Ingredienti:400 gr di pasta tipo maccheroni Benedetto Cavalieri Q. B. sale e pepe 1 spicchio di aglio Q. B. olio extra vergine di oliva 3 cimette non molto grosse di broccolo romano 100 gr di gorgonzola dolce al mascarpone Q. B. di noci

 Preparazione: In una pentola fate scottare le cimette di broccolo in acqua bollente e salata per qualche minuto, scolatele e lasciatele per un po’ dentro il colapasta. Nel frattempo, mettete a bollire dell’acqua salata per cucinare la pasta. In una capiente padella fate soffriggere l’aglio con un filo di olio extra vergine di oliva, metteteci il broccolo che avrete ridotto a pezzetti e fatelo stufare, salate, pepate e fatelo cucinare per bene finché non diventa quasi cremoso, ci vorranno circa 5 minuti, aggiungete il gorgonzola e con una paletta di legno amalgamate il tutto per bene, se ci fosse bisogno potete aggiungere un goccino di acqua per aiutare. Assaggiate e controllate se dovete aggiustare di sale e pepe. Aggiungete le noci tritate, amalgamate ancora un po’ e aggiungetevi la pasta che avrete fatto bollire e scolato. Fate saltare la pasta a fiamma alta, oppure amalgamate per bene aiutandovi con la paletta di legno. Impiattate e servite molto caldo, se volete potete decorare con delle noci. Come sempre provare per credere. - See more at: http://mammapapera.it/2011/11/maccheroni-con-broccoli-gorgonzola-e-noci/#sthash.uTVcxQQl.dpuf




L'animale dell'Acquario: il pavone sacro a Giunone.

















lunedì 27 gennaio 2014

lunario mese di Gennaio

Ricorrenze



27 Gennaio

















Penso che qualunque parola sia inutile, fondamentale è invece conservarne la memoria e trasmetterla alle generazioni future.


27 Gennaio 1901





Muore a Milano Giuseppe Verdi, il suo funerale secondo le sue volontà, viene celebrato in sordina al mattino presto e con un solo sacerdote



Un mese dopo si terranno le esequie pubbliche, seguite da migliaiadi persone.




 



giovedì 16 gennaio 2014

Lunario mese di Gennaio

17/1 


Sant'Antonio Abate




già altre volte ho scritto di S. Antonio abate e agli altri post rimando per le notizie e leggende relative al Santo molto venerato nelle nostre campagne come protettore delle bestie al punto che né si poteva in quel giorno uccidere il maiale né far lavorare nei campi il bestiame. D'altra parte i contadini facevano festa mangiando gnocchi o tortelli a seconda della zona.

Mi piace ricordare come nella mia famiglia il 17 gennaio si faceva e si fa tuttora, una bella sbrisolosa per festeggiare chi portava il nome di Antonio e si amava ricordare la storiella della gamba del santo scesa dal soffitto per spaventare le donne che nella stalla si accingevano a far festa all'insaputa dei mariti allontanati allo scopo, ma vendicati da un famiglio, nascostosi sul fienile. "A lèt, a lèt che Sant'Antoni el la cumanda e se ghe credii miia ve mandi zo la gamba".  

Altri due elementi sono legati alla figura di questo Santo eremita: il porcellino dell'iconografia e il cosiddetto "fuoco di S. Antonio". Per finire, l'invocazione rivolta al santo quando si perde qualcosa: "Sant'Antoni de la barba bianca, feme trua chel che me manca" e il proverbio che ricorda come la giornata si sia allungata di un'ora abbondante.

 

venerdì 3 gennaio 2014

Lunario mese di Gennaio


Gennaio



Nuovo anno, nuovo mese sempre con uno sguardo al trascorrere del tempo, ai santi e alle ricorrenze del mese e a qualche curiosità; per il 2014 le immagini dei diversi mesi riguarderanno i tesori custoditi nelle chiese cremonesi e passeremo anche in rassegna gli alberi legati alle costellazioni. 





Il notevole ciclo di affreschi dedicati ad episodi della vita di Maria e di Gesù dell'inizio del XVI secolo hanno consentito di definire la Cattedrale di Cremona "la cappella Sistina del Nord Italia". Vi hanno lavorato diversi artisti che hanno rappresentato l'evoluzione pittorica del tempo: da Boccaccio Bocaccino, Giovanni Francesco Bembo, Altobello Melone,Il Romanino e il Pordenone. Il ciclo viene completato da Bernardino Gatti detto "il Soiaro" nel 1529. Nel presbiterio hanno operato anche i Campi. 


Santi e Ricorrenze 


2/1 san Basilio e San Gregorio
3/1 Santa Genoveffa
12/1 Battesimo di Gesù
22/1 San Gaudenzio patrono di Novara
27/1 Muore Giuseppe Verdi


 
 Poesia del mese


Io son Gennaro nel canto del foco,
giro l'arrosto e fo veglia nel gioco
per la delizia di questi signori
e sono scritto tra i mesi migliori.
Porto Befana con neve e con vento,
con Sant'Agnese e il beato Vincenzo,
poi i Santi vengono Antonio e Bastiano,
Paolo dei segni che avverte il villano




Proverbio del mese


 Non v’è gallina o gallinaccia che di gennaio uova non faccia. 




Ricetta del mese


Crostini di polenta e ragù




Crostini di polenta e ragù

 

INGREDIENTI

  • 250 g di polenta
  • 4 cucchiai di ragù di carne

    PREPARAZIONE

    • Tagliare la polenta a cubetti di circa 1 centimetro.
    • Foderare una teglia con carta da forno e mettervi i cubetti di polenta.
    • Passarli al grill del forno a 250° C fintanto che non risultano uniformemente abbrustoliti, girando i cubetti di tanto in tanto.
    • Servire accompagnando con il ragù ben riscaldato.


L'albero di gennaio: il sorbo  



Il sorbo con le bacche color rosso corallo, simboleggia la rinascita della luce dopo le tenebre del solstizio.
I Celti e i Germani consideravano il sorbo e la mela nutrimento degli dei e amuleto contro fulmini e sortilegi.
Nell'antica Irlanda, prima di combattere, i Druidi accendevano dei fuochi con legno di sorbo e lanciavano incantesimi sopra di essi affinchè gli spiriti partecipassero alla battaglia.
In Francia e in Piemonte venivano incorporati alla pasta del pane specialmente nei periodi di carestia  e si ricavava anche una bevanda simile al sidro.
In Scozia e in Scandinavia si adoperavano i suoi rami per scacciare i demoni e i loro rappresentanti sulla terra, gli stregoni.
Nei paesi nordici il sorbo, il cui magico legno serviva per i bastoni dei pastori, aveva anche funzione di proteggere il bestiame dalle epidemie. Presso i Finni era considerato l'albero della vita: si diceva che fosse abitato dalla ninfa Pihlajatar. (notizie tratte da Lunario di Alfredo Cattabiani, ed. Mondadori, pag,33/34).




domenica 27 gennaio 2013

Lunario mese di Gennaio

Ricorrenze



27/1



 Morte di Giuseppe Verdi



foto di P. Panni



Il 27 gennaio 1901 moriva a Milano il grande compositore italiano Giuseppe Verdi, nato a Le Roncole di Busseto il 10 ottobre 1813, pertanto si celebra quest'anno il bicentenario della nascita.

qui il 27 gennaio 2012 ho parlato dei funerali che la città di Milano dedicò al Maestro, ora vorrei descrivere per immagini il doveroso "omaggio" che Pippo gli ha tributato in quel di Busseto dove lui dice di ricaricarsi nel luogo in cui tutto parla di Verdi e dove i ritmi di vita sono piacevolmente rallentati.





Siamo partiti da casa verso le 11 di sabato, ad una distanza di 25 Km, siamo arrivati in meno di mezz'ora.
Naturalmente non è la prima volta che ci rechiamo a Busseto, ma  questa volta ci siamo un po' allontanati dal centro





per vedere Villa Pallavicino (Museo Verdiano) e la Chiesa di S. Maria degli Angeli.





Villa Pallavicino




lo scenografico ingresso




un angolo romantico del parco


 

 
 la facciata della Villa Pallavicino che ospita il Museo Giuseppe Verdi




la facciata della chiesa tardogotica di S. Maria degli Angeli (1470/1474)




all'interno il gruppo in terracotta policroma del Compianto sul Cristo Morto di Guido Mazzoni (1476/1477). Le due figure maschili ai lati sarebbero i ritratti dei due figli di Pallavicino, marchesi di Busseto, fondatori del Convento di S. Maria degli Angeli.




forse  non è fine ma andando in ordine cronologico, alle 12.30 sostiamo alla pizzOsteria Orlandi di via Roma e gustiamo degli eccezionali "pisarei e fasò"




Palazzo Barezzi dove si può vedere il Salone della Filarmonica Bussetana.




siamo di nuovo in piazza Verdi dove affaccia la Collegiata di S. Bartolomeo






 
 la Rocca Pallavicino - Municipio e il monumento al "Cigno" di Busseto.





Prima delle 15 siamo di nuovo a casa, soddisfatti e con la mente leggera.
 
 


 
   

venerdì 18 gennaio 2013

Lunario mese di Gennaio

Santi e Ricorrenze



19/1


San Bassiano (o Bassano) Vescovo





 
Patronato: Lodi
Emblema: Bastone Pastorale




Nato a Siracusa verso il 320 e figlio del prefetto della città, venne mandato a Roma per completare gli studì. A Roma si convertì al cristianesimo e fu battezzato. Richiamato dal padre evitò di rientrare nella sua città e si rifugiò a Ravenna dove divenne sacerdote.

Nel 373 a seguito di un evento soprannaturale, succedette al vescovo di Lodi, dove, insediatosi, fece costruire una chiesa dedicata ai SS. Apostoli  consacrata nel 380 alla presenza di S. Ambrogio e S. Felice di Como. Successivamente la chiesa sarà dedicata a S. Bassiano.

Nel 397 assisté alla morte e ai funerali di S. Ambrogio di cui fu amico. Morì nel 409 e fu sepolto nella sua cattedrale. Dal 1158 al 1163 le sue reliquie furono portate a Milano in coincidenza con la distruzione di Lodi da parte dei Milanesi; nel 1163 ritornarono nella sistemazione originaria grazie all'aiuto offerto ai Lodigiani dall'Imperatore Federico Barbarossa.


dal web





 dal web


La distruzione di Lodi del 1158 provoca l'allontanamento di parte di cittadini che si stabiliscono nel territorio cremonese essendo Cremona fedele all'imperatore e alleata contro Milano. E così si spiega la dedicazione a S. Bassiano della parrocchiale di Pizzighettone, borgo murato sull'Adda, nelle vicinanze del lodigiano e la chiesa di San Bassano a Cremona già esistente nel XII secolo.





Cremona  chiesa di S. Bassano facciata (dal web)



 
interno (dal web)



venerdì 11 gennaio 2013

Lunario mese di gennaio

Santi e Ricorrenze



13/1



Sant'Ilario Vescovo e Dottore della Chiesa






 dal sito Santi e Beati






Etimologia= gaio, allegro dal latino

Emblema = Bastone Pastorale





Ilario, nasce a Poitiers in Aquitania, Francia, attorno al 315 da nobile famiglia pagana. Egli volendo ricercare il senso della vita dapprima si dedicò alla dottrina filosofica neoplatonica e successivamente si convertì al cristianesimo avendo trovato nella Bibbia e in particolare nel Vangelo di Giovanni ciò che andava cercando.
Sposato e padre di una figlia, Abra, subito dopo il battesimo fu fatto Vescovo della sua città e con il suo esempio favorì la conversione di S. Martino di Tours che abbandonò l'esercito imperiale.

Combattè l'eresia ariana e sostenne il credo niceno nelle sue opere fra le quali il capolavoro in dodici libri  "De Trinitate" scritte in particolare durante l'esilio in Frigia cui fu condannato per 6 anni da Costanzo, figlio di Costantino.

Egli per 2 anni combattè l'arianesimo anche in Italia assieme a S. Eusebio di Vercelli. Tornato in Francia dedicò gli ultimi anni della sua vita agli studi prediletti e al commento dei salmi. Morì il primo novembre 367. Le reliquie vennero bruciate dagli Ugonotti nel 1562. Il papa Pio IX lo proclamò Dottore della Chiesa nel 1851.






S. Ilario a Cremona







 dal web
 

Di una chiesa dedicata a S. Ilario si hanno notizie fin dal 1137 quando il vescovo Oberto donò dei terreni nella "città nova", all'esterno delle mura romane, allo scopo di edificare una chiesa e la dedicazione a S. Ilario, definito "il martello degli eretici" sta a significare la volontà del Vescovo di difendere l'ortodossia della Chiesa in questa parte marginale della città.

L'edificio medievale era orientato secondo la consuetudine con la facciata rivolta a ponente; nel 1714 un benefattore, Francesco Ferrari, lasciò tutti i suoi bene per la ricostruzione della chiesa secondo lo stile del tempo; sicchè è l'unica chiesa in città di stile barocchetto teresiano, ma la costruzione si interruppe nel 1766 e la chiesa, orientata in senso opposto alla primitiva,  presenta tuttora la facciata incompleta.

Nel 1805 con la soppressione napoleonica di varie chiese limitrofe si ha la costituzione della nuova parrocchia, mentre nel 1867 vi è la ridedicazione della chiesa ai Santi Apollinare ed Ilario anche se per i cremonesi è tuttora la chiesa di S. Ilario.




 dal web


martedì 8 gennaio 2013

lunario mese di Gennaio

Santi e Ricorrenze



10/1



S. Aldo Eremita 







dal sito Santi e Beati


 



Etimologia: vecchio, inteso come esperto, saggio dal longobardo.




Di S. Aldo, pur essendo assai popolare nell'Italia settentrionale, non si conosce la data di nascita o l'epoca in cui visse, presumibilmente attorno all'VIII secolo, ma secondo la tradizione fu eremita e carbonaio nei pressi della città di Pavia.

L'origine longobarda del suo nome fa supporre che anch'egli fosse longobardo, considerato anche che la città di Pavia dove se ne conserva la memoria, fu capitale longobarda. Egli giunse forse al seguito di S. Colombano, irlandese, fondatore del Monastero di Bobbio  e ne seguì la regola che prevedeva un'alternanza di ore dedicate alla preghiera e altre al lavoro che nel caso di S. Aldo fu quello del carbonaio.

Alla morte fu sepolto a Pavia nella cappella di S. Colombano prima e successivamente in S. Michele.







Auguri a tutti quelli che si chiamano Aldo, Alda, Aldino e Aldina.

martedì 1 gennaio 2013

Lunario mese di Gennaio



Gennaio 




 Chiesa di S. Ambrogio  -   la facciata



Uno come Gennaio

Gennaio primo mese dell'anno è contrassegnato dal numero 1 da cui discende tutta la serie dei numeri.
L'unità indivisa e non moltiplicata in ogni tradizione rappresenta il Principio per eccellenza di ogni essere; il principio attivo e creatore, il perfetto, l'assoluto, l'infinito, sorgente e fine di tutto.
Il suo essere semplice e realmente uno lo rende Principio, indipendente e primo fra tutte le cose: "Uno è il fuoco dalle molteplici fiamme, uno è il sole che irradia l'universo" si dice nella tradizione induista.
L'uno è legato a tutti i numeri e tutti i numeri non sono che una sua emanazione ed infine "proprio come in ogni numero vi è l'unità, così anche Dio è l'Uno in tutte le cose" scriveva Silesio.





Santi e Ricorrenze
10/1 S. Aldo
13/1 S. Ilario
16/1/1884 muore Amilcare Ponchielli
19/1 S. Bassiano
20/1 San Sebastiano
27/1Morte di Giuseppe Verdi



La poesia del mese


di Michelangelo Cervellera


gennaio (ianus)


Ecco gennaio,
rumoroso inizio,

con i tuoi volti
scruti il passato

speranza di nuova vita,

con i tuoi volti
guardi il presente

certezza di antichi mali.


Ecco gennaio
la porta tra gli anni

la varchi con radicato dolore,
pesante nei passi

faticoso il pulsare

l’attraversi con consumati sogni
come un maquillage ormai stinto

spalanchi gli occhi

Ecco gennaio
ponte da attraversare

con un sacco carico
di nuove attese

che pian piano disperdi

velocemente raccogli
vecchi e nuovi disincanti

ma ormai hai passato il varco

…ed è solo il primo.






Il proverbio del mese

per san sebastian, va’arda ‘l graan; se pooch te vedet, tant te credet. Per san Sebastiano (20 gennaio) guarda il grano: se poco (lo) vedi, tanto credi (lo). Se il frumento per quella  epoca sarà ancora piccino, avrai allora un buon raccolto

La ricetta del mese

Cotechino con lenticchie e purè di patate



 



E' il secondo piatto sulle tavole di Capodanno almeno nella nostra zona dove la produzione di salumi è eccellente e le lenticchie simboleggiano la ricchezza che ognuno si augura per l'anno che viene.

Preparazione del cotechino: sciacquarlo sotto l'acqua fredda e asciugarlo, avvolgerlo eventualmente in carta da forno e legarlo accuratamente bucherellando la superficie con un ago. Immergerlo in acqua fredda fino a ricoprirlo interamente; far cuocere a seconda della dimensione per un minimo di due ore in acqua che bolle leggermente in modo che non si rompa. Lasciar raffreddare nella sua acqua.

Preparazione delle lenticchie: pulire e sciacquare le lenticchie e mettere a bagno per il tempo che è indicato sulla confezione; (2 ore). Soffriggere in olio, con aggiunta a piacere di pancetta o prosciutto crudo, un abbondante trito di cipolla, carota e sedano. Insaporirvi le lenticchie aggiungere salsa di pomodoro, una o due foglie di alloro, poco sale e acqua o brodo vegetale. Cuocere a fuoco moderato per circa mezz'ora; le lenticchie devono essere un po' al dente (dosi g. 250 di lenticchie, 1 l. di acqua).





Il colore dell'Acquario: il grigio

Dopo il Capricorno che cade sotto il solstizio d'inverno e che è contraddistinto dal nero, per il periodo posto sotto il segno dell'Acquario i giorni cominciano ad allungarsi e la luce aumenta d'intensità, ma è ancora debole per la presenza spesso della nebbia e per le lunghe notti.
Il colore grigio da una parte viene visto come il colore della cenere, della nebbia, del mezzo lutto ed evoca malinconia, tristezza, noia, monotonia, ma d'altra parte è segno di eleganza raffinata e non vistosa e si lega bene con gli altri colori.
Il grigio è anche il simbolo del punto centrale dell'universo, sintesi di tutte le polarità, del cielo e della terra, del mondo terreno e della spiritualità: così si può dire che il grigio è al centro del mondo dei colori.





sabato 28 gennaio 2012

Lunario mese di Gennaio

Ricorrenze

29/1 - 31/1

I giorni de "la merla"




 
(dal web)

Il 29 - 30 - 31 gennaio sono detti i giorni della "Merla" e sono ritenuti i più freddi dell'anno.
Ma chi è la "Merla"?

Ci sono varie versioni della leggenda.

La prima più nota narra che tanto tempo fa, quando i merli erano bianchi, una famigliola viveva su una quercia soffrendo per il gran freddo, nonostante mamma merla supplicasse messer Gennaio di essere più mite. Ma egli non voleva sentir ragione ripetendo che faceva solo il suo mestiere. 
Un anno la merla cambiò tattica: se ne stette nascosta con tutta la famiglia in modo che Gennaio, non vedendola si dimenticasse di infierire col suo gelo. Alla fine del mese, che era il più corto, composto di soli ventotto giorni, la merla uscì fuori e non riuscì a trattenere la soddisfazione di aver gabbato messer Gennaio deridendolo. Questi, irato, chiese tre giorni a Febbraio e li trasformò in una ghiacciaia con una temperatura di diversi gradi sotto zero.
L'unico modo per resistere per i poveri merli fu quello di trovare riparo dentro un camino, ma quando finalmente poterono uscire si ritrovarono con le penne nere come la pece e quel periodo fu ribattezzato "i giorni della merla".

"Merla" era anche il nome di una vecchia che si ghiacciò per tre giorni e tre notti su un tetto e che vi morì forse bruciata nel tentativo di scaldarsi, pur di trovare un marito giovane. Da qui discenderebbe anche la tradizione di bruciare la "vecchia".

Ricordiamo anche i due sposi (Merlo e Merla) sprofondati con la loro slitta nelle acque gelide del Po e il grande cannone francese, chiamato "la Mèrle" che traghettato sul Po gelato, assicurò a Napoleone una grande vittoria durante la Prima Campagna d'Italia. 

In questi giorni si tengono le tradizionali esibizioni dei cantori, tra cui molto suggestive quelle che si svolgono lungo le rive dell'Adda, in vari paesi della provincia, dove si intonano canti propiziatori per ottenere un' abbondante raccolta di bachi da seta, si brucia la vecchia e si beve vin brulè per scaldarsi. 

venerdì 27 gennaio 2012

Lunario mese di Gennaio

Ricorrenze


27/1/1901



Muore Giuseppe Verdi




(dal web)




Si spegne a Milano alle 2 e 50 del mattino. Desiderava "funerali modestissimi" e "allo spuntar del giorno o all'Ave Maria di sera senza canti né suoni" e fu esaudito.
Il 30 gennaio il feretro venne trasportato al Monumentale alle sette del mattino, quando era ancora buio.
Mezza Milano scese in strada per partecipare al mesto corteo. Alle otto e un quarto la bara venne calata accanto a quella di Giuseppina Strepponi. Le volontà testamentarie erano state rispettate.
Il 27 febbraio, in occasione del trigesimo della morte, si tennero le esequie ufficiali. Sul piazzale del cimitero, Arturo Toscanini, le orchestre della Scala e del Lirico e tutti i cori di Milano, novecento coristi e centoventi strumentisti, eseguirono il coro "Va', pensiero".
Poi il corteo di quarantamila persone, aperto da un grandioso carro funebre, in undici ore raggiunse la Casa di Riposo in piazza Buonarroti. 
Giuseppe Verdi e Giuseppina Strepponi sono sepolti lì nella cripta sotto l'oratorio. 



lunedì 23 gennaio 2012

Lunario mese di Gennaio

Santi e Ricorrenze


25/1
 

Conversione di S. Paolo Apostolo




 
(dal web)


la festa che ricorda la conversione di Paolo di Tarso sulla strada di Damasco nella tradizione contadina locale è molto importante agli effetti delle previsioni meteorologiche perchè tempera il giudizio di bello o brutto tempo dettato dal "creséent e caléent"; infatti la giornata chiara di San Paolo è indice di un anno ricco di messi, mentre con neve e pioggia la carestia è assicurata; se la giornata è ventosa si preannunciano discordie tra i popoli, se sarà nuvolosa ci sarà morìa di animali. Non dimentichiamo che la previsione meteorologica è destinata al mondo agricolo.Ma San Paolo è detto anche "dei segni". Essendo persecutore dei cristiani, venne accecato da un fulmine mentre si trovava a cavallo sulla via di Damasco e riconoscendo in questo evento un segno di Dio, si convertì. 
La credenza popolare pertanto lo credeva capace di ricevere segni divini ma anche di mandarne da cui poter ricavare previsioni sul futuro non solo meteorologico. In particolare le ragazze in età da marito, in tutto il cremonese, ma anche nelle vicinanze del mantovano e bresciano, mettevano sul davanzale una scodella piena d'acqua la sera del 24 gennaio e il mattino seguente, sulla superficie del ghiaccio che si era formato apparivano delle crepe, i cosiddetti segni, che le stesse, speranzose, interpretavano con molta fantasia.