Apriamo qui il nostro salotto di casa per chiaccherare in compagnia e in tranquillità.
mercoledì 26 febbraio 2014
lunedì 17 febbraio 2014
Lunario mese di Febbraio
17/2
La giornata del gatto
E' stato scelto questo giorno perchè cade sotto la costellazione dell'Acquario, segno degli intraprendenti e amanti dell'avventura, e per il giorno perchè anticamente era il giorno delle streghe notoriamente compagne di gatti e perchè il 17 è giorno fin dai romani considerato infausto perchè il numero scritto alla romana e anagrammato è letto "vixi" al passato, ossia morto.
Fortunatamente superate le antiche credenze, possiamo oggigiorno festeggiare la nostra "ignara" gattina che schiaccia un pisolino sulla stampante.
mercoledì 5 febbraio 2014
lunario mese di Febbraio
5/2
Sant'Agata Vergine e Martire
Di Sant'Agata morta a Catania il 5 febbraio 251, ho scritto varie volte ricordando anche come sia venerata pure a Cremona dove nella chiesa omonima è conservata una preziosa tavola medievale.
Questa volta vorrei ricordare la festa che dura tre giorni con la partecipazione dell'intera città che celebra la sua patrona con luci e prelibatezze.
Le immagini infatti sono state pubblicate a cura della rinomata Pasticceria Savia di Catania.
la vetrina principale che si ispira al baldacchino portato in processione
il libro di S. Agata fatto di marzapane e cioccolato bianco
le squisite olivelle
sabato 1 febbraio 2014
Lunario mese di Febbraio
Febbraio
la pala del Perugino custodita nella chiesa di Sant'Agostino
La pala della Madonna in trono coi santi Giovanni Evangelista e Agostino fu eseguita per la ricca famiglia cremonese dei Roncadelli dal Perugino nel 1494. Requisita dai francesi ritornò a Cremona nel 1815 e fu sistemata anzichè nella cappella originaria a sinistra, nella quinta cappella di destra dove si trova tuttora. Fu restaurata nel 1999. Giuseppe Verdi era solito, quando settimanalmente raggiungeva Cremona, soffermarsi davanti alla tela nella chiesa che prediligeva.
Santi e Ricorrenze
5/2 Sant'Agata
9/2 Sant'Apollonia
11/2 N. S. di Lourdes
15/2 S. Faustino e Giovita
25/2 S. Cesario
La poesia del mese
Febbraio è sbarazzino.
Non ha i riposi del grande inverno,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
fastidioso, irritante
che mette a soqquadro la casa,
rimuove il sangue, annuncia il folle marzo
periglioso e mutante
Non ha i riposi del grande inverno,
ha le punzecchiature,
i dispetti
di primavera che nasce.
Dalla bora di febbraio
requie non aspettare.
Questo mese è un ragazzo
fastidioso, irritante
che mette a soqquadro la casa,
rimuove il sangue, annuncia il folle marzo
periglioso e mutante
Vincenzo Cardarelli
Il Proverbio del mese
Febbraio asciutto erba per tutto.
La ricetta del mese
Gnocchi gorgonzola, noci e radicchio
Gli gnocchi gorgonzola, noci e radicchio sono un primo piatto da gratinare al forno molto gustoso, adatto a un pranzo o una cena golosa.
Gli gnocchi gorgonzola, noci e radicchio sono semplici da preparare, l'unica parte più elaborata è la preparazione degli gnocchi. Se non riuscite a farli in casa si possono acquistare già pronti.
Gli gnocchi gorgonzola, noci e radicchio sono semplici da preparare, l'unica parte più elaborata è la preparazione degli gnocchi. Se non riuscite a farli in casa si possono acquistare già pronti.
PREPARAZIONE
- Rimuovere dal gorgonzola l'eventuale crosta e ridurlo a pezzettini.
- Mettere le noci all’interno di uno strofinaccio e pestarle grossolanamente con il batticarne.
- Sfogliare il cespo di radicchio, lavarne le foglie, asciugarle e tritarle fini.
- Preriscaldare il forno a 200°.
- Lessare gli gnocchi in abbondante acqua salata e, quando vengono a galla, ritirarli con una ramina forata in una pirofila imburrata.
- Unire il gorgonzola, le noci, il radicchio e il latte. Mescolare accuratamente per amalgamare gli ingredienti, ma con delicatezza per non rompere gli gnocchi. Coprire con una grattugiata di Parmigiano Reggiano.
- Mettere la pirofila in forno e lasciare gratinare per 5 minuti.
Foto e ricetta tratte da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/gnocchi-gorgonzola-noci-radicchio#ixzz2s6e6sNRe
l'albero del mese: il frassino
Nel calendario arboreo dei Celti il terzo mese (febbraio/marzo) era intitolato al frassino, un albero molto importante per le tradizioni del centro-nord europeo.
Il frassino può raggiungere i 50 metri d'altezza e i 7 metri di circonferenza. Le sue radici che si diramano ad ombrello fanno si che l'albero cresca isolato da altre piante che non trovano spazio per crescere attorno.
Negli antichi riti popolari si accendeva un fuoco di frassino per propiziare le prime piogge di primavera. Il frassino fungeva da amuleto contro l'annegamento e gli emigranti irlandesi, infatti, che s'imbarcarono per l'America nella metà dell'ottocento ne portarono qualche pezzetto con loro.
In tutta Europa era considerato un albero guaritore, mentre gli antichi pensavano che ai suoi piedi i serpenti non sarebbero mai potuti passare.
lunedì 27 gennaio 2014
lunario mese di Gennaio
Ricorrenze
27 Gennaio
Penso che qualunque parola sia inutile, fondamentale è invece conservarne la memoria e trasmetterla alle generazioni future.
27 Gennaio 1901
Muore a Milano Giuseppe Verdi, il suo funerale secondo le sue volontà, viene celebrato in sordina al mattino presto e con un solo sacerdote
Un mese dopo si terranno le esequie pubbliche, seguite da migliaiadi persone.
giovedì 16 gennaio 2014
Lunario mese di Gennaio
17/1
Sant'Antonio Abate
già altre volte ho scritto di S. Antonio abate e agli altri post rimando per le notizie e leggende relative al Santo molto venerato nelle nostre campagne come protettore delle bestie al punto che né si poteva in quel giorno uccidere il maiale né far lavorare nei campi il bestiame. D'altra parte i contadini facevano festa mangiando gnocchi o tortelli a seconda della zona.
Mi piace ricordare come nella mia famiglia il 17 gennaio si faceva e si fa tuttora, una bella sbrisolosa per festeggiare chi portava il nome di Antonio e si amava ricordare la storiella della gamba del santo scesa dal soffitto per spaventare le donne che nella stalla si accingevano a far festa all'insaputa dei mariti allontanati allo scopo, ma vendicati da un famiglio, nascostosi sul fienile. "A lèt, a lèt che Sant'Antoni el la cumanda e se ghe credii miia ve mandi zo la gamba".
Altri due elementi sono legati alla figura di questo Santo eremita: il porcellino dell'iconografia e il cosiddetto "fuoco di S. Antonio". Per finire, l'invocazione rivolta al santo quando si perde qualcosa: "Sant'Antoni de la barba bianca, feme trua chel che me manca" e il proverbio che ricorda come la giornata si sia allungata di un'ora abbondante.
mercoledì 15 gennaio 2014
Andar per mostre
Mostra artistica . Lo studio dello scultore
A volte più che apprezzare le grandi e altamente pubblicizzate esposizioni di opere note rimango affascinata da mostre di piccole dimensioni ma in cui si nota tutta la cura profusa nella scelta dei pezzi da esporre e nell'allestimento che permette di ricreare atmosfere e approfondire la conoscenza dell'artista. E' il caso della mostra visitabile fino al 19 gennaio 2014 presso il palazzo Comunale di Cremona, dedicata allo scultore Dante Ruffini, cremonese, nel 50 ° anniversario della morte.
I temi sono di carattere religioso e profano e ricorrenti sono le maternità, gli affetti famigliari, dove i modelli sono rappresentati dai figli e dalla moglie e nella stele di Sant'Antonio in S. Ambrogio a Cremona è presente l'autoritratto.
A volte più che apprezzare le grandi e altamente pubblicizzate esposizioni di opere note rimango affascinata da mostre di piccole dimensioni ma in cui si nota tutta la cura profusa nella scelta dei pezzi da esporre e nell'allestimento che permette di ricreare atmosfere e approfondire la conoscenza dell'artista. E' il caso della mostra visitabile fino al 19 gennaio 2014 presso il palazzo Comunale di Cremona, dedicata allo scultore Dante Ruffini, cremonese, nel 50 ° anniversario della morte.
L'idea della curatrice prof. Sonia Tassini, storica dell'arte, della direttrice dell'Archivio Di Stato, presso cui è in corso la mostra documentaria di Ruffini, dr. Angela Bellardi e i figli dell'artista Laura e Marco, è stata quella di ricreare lo studio così come rappresentato in una foto d'epoca con le stesse opere che ancora si trovano nell'ambiente stesso nella casa di famiglia. La mostra pertanto si compone di opere tutte appartenenti agli eredi con l'unica eccezione di una formella in marmo di Alceo Dossena, zio acquisito e maestro per qualche tempo a Roma prima che le carriere dei due si separassero definitivamente, anche per differenti modi di esprimere la loro creatività.
le opere esposte, pur essendo in numero limitato e non di grandi dimensioni per ragioni di spazio e di sicurezza, composte di vari materiali, si va dal marmo al bronzo, al rame ai bozzetti in gesso ecc. rappresentano tutta la tipologia dell'intera produzione.
I temi sono di carattere religioso e profano e ricorrenti sono le maternità, gli affetti famigliari, dove i modelli sono rappresentati dai figli e dalla moglie e nella stele di Sant'Antonio in S. Ambrogio a Cremona è presente l'autoritratto.
nel filone religioso troviamo S. Chiara e San Francesco oltre alla S. Maria della Croce del Santuario di Monza. Lo scultore ha lavorato per committenti di Sanremo e Montefiascone, Ventimiglia e Milano, ma non si è mai allontanato dalla sua famiglia e dal suo studio di v. C. Speranza dove ha creato tutte le sue opere anche quelle destinate ai luoghi più lontani.
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