domenica 11 maggio 2014

Lunario mese di Maggio

Domenica 11/5



La festa della Mamma









Un immenso abbraccio a tutte le mamme del mondo che vanno, ricordate e festeggiate sempre e non solamente una volta all'anno!



 
 

domenica 13 aprile 2014

Le Invasioni Botaniche ...son tornate

Ieri e oggi il centro città si è trasformato in un magnifico, colorato e profumato giardino fiorito, in occasione della seconda edizione de "Le invasioni botaniche".




Complice un caldo quasi estivo e la bella giornata soleggiata hanno fatto sì che una moltitudine di gente affollasse i corsi e i giardini per ammirare le la varietà delle piante esposte con maestria.

Ecco una carrellata di immagini che ho scattato oggi durante la passeggiata










 
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mercoledì 9 aprile 2014

un sabato pomeriggio a Crema

Crema (CR) - Santuario di S. Maria della Croce



Sabato 5 aprile 2014 nel pomeriggio i Volontari del Patrimonio Culturale del Touring di Cremona, si sono recati nella città di Crema per una visita ai principali monumenti della città accompagnati dai "Colleghi" Cremaschi.

Il ritrovo era stato fissato per le 15,10 davanti al Santuario di Santa Maria della Croce, bellissima chiesa rinascimentale sorta alla fine del '400 nel luogo in cui avvenne l'apparizione della Madonna a Caterina, moglie di Bartolomeo Pederbelli il quale l'aggredisce nel bosco e le mozza la mano, quindi l'abbandona morente.

La chiesa dall'aspetto bramantesco all'esterno circolare, l'interno si presenta ottogonale sormontato da una grande cupola e 4 cappelle laterali; il luogo più caro ai cremaschi è lo "scurolo" dove sostò in preghiera il beato Giovanni Paolo II. Al centro del santuario le 4 pale d'altare, l'adorazione dei pastori di Antonio Campi, l'adorazione dei magi e la deposizione di Bernardino Campi e la salita al Calvario attribuita a Carlo Urbino.



 Antonio Campi - Adorazione dei pastori


La seconda visita è dedicata a Palazzo Terni de Gregori, già Bondenti, risalente al settecento, uno dei più belli della città, fresco di restauro, soprattutto nei soffitti a cassettone, che vediamo per la cortesia dei proprietari. Il palazzo che presenta un'ala incompleta, esternamente è ornato di statue e oculi in ferro battuto.


 Palazzo Terni de Gregori - facciata



Cortile

 
Presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco che occupa gli spazi dell'ex convento di S. Agostino ammiriamo gli affreschi di Giovan Pietro da Cemmo nel refettorio e la "casa cremasca" uno dei siti di "Aperti per Voi" a Crema. Ricostruzione di un ambiente agricolo abitato dal fattore tra la fine dell'ottocento e il primo novecento. Sono allestite la cucina e la camera da letto ma vi trova posto anche un interessante velocipide realizzato interamente in legno. Sulla tavola imbandita i piatti tradizionali cremaschi come i tortelli, il salva con i peperoni verdi e la "bertolina" con l'uva.






  
 
  Affreschi del refettorio dell'ex convento di S. Agostino di G. P. da Cemmo



 









Facciamo un breve giro in piazza del duomo, chiuso da tre anni e mezzo per lavori, riapertura annunciata per sabato 12 aprile p. v., e piazza del Comune, entriamo per un attimo nella chiesa di S. Bernardino dove si sta celebrando una funzione che ci impedisce di soffermarci e per ultimo, visitiamo l'oratorio di S. Giovanni Battista, chiesa voluta da laici appartenenti alla omonima Confraternita alla fine del 1500, semplice nell'architettura ma all'interno, interamente affrescata da Gian Giacomo Barbelli.


 Chiesa di S. Bernardino interno (Auditorium Manenti)



Oratorio di S. Giovanni - gli affreschi del soffitto

lunedì 24 marzo 2014

Alla scoperta dei tesori in città




Il Torrazzo si sa è il simbolo di Cremona, la torre più alta in Europa in muratura, costruito con 7 marcapiani che rappresentano i pianeti e il coronamento ottagonale come il battistero in cima infine la palla con all'interno reliquie di santi è costituito da due parallelepipedi uno dentro l'altro e nell'intercapedine l'interminabile scala di 502 gradini.


Ma all'interno è custodito uno dei più antichi e preziosi meccanismi funzionanti, così come a Brescia, Venezia e Padova, ma molto più grande: l'orologio astronomico costruito da G. B. Divizioli, cremonese, nel 1583.  








Questo enorme meccanismo riunito in una stanza eccezionalmente aperta per la nostra visita si raggiunge dopo una salita di 150 gradini. Si compone di tre parti: la suoneria collegata alle 7 campane, ognuna dedicata ad un santo, attualmente disattivata ma potenzialmente funzionante e ddeputata ai rintocchi con il "ribotto".


 



La "macchina del tempo" di cui sentiamo il regolare "pulsare" collegata attraverso un'asta che ruota completamente ogni ora al quadrante dell'orologio di cui ammiriamo la parte interna.

 

Ogni parte funziona tramite dei pesi adeguati; il quadrante dell'orologio che funziona da mezzo millennio riporta le 24 ore per cui ad esempio guardando la lancetta dell'orologio posta orizzontalmente a destra si leggono le ore 18 anzichè le odierne ore 15.  




Dato che all'epoca il riferimento era l'astro del sole nella stessa stanza c'è il foro attraverso cui si proietta il raggio del sole sia sulla parete che sul pavimento.




 



Nella torre un poco più su è stata allestita una stanza multimediale per descrivere le caratteristiche dell'orologio che ha un diametro di m. 8.40 contro gli otto metri del Big Ben.

L'orologio che viene caricato ogni mattina indica oltre alle ore, il movimento del sole, annuo, della luna, 28 giorni, i pianeti e i segni zodiacali e fatto raro la linea del drago che segnala le eclissi ossia le congiunzioni sole/luna che si verificano ogni 18 e rotti anni naturalmente in ogni parte del mondo anche se non visibili per noi.


 


Alla fine della visita guidata riprendiamo la salita per ammirare anche se dall'alto, e non direttamente le sette campane di peso variabile, ma comunque mastodontiche  e la magnifica vista che da là si gode. (nelle giornate limpide si vede il duomo di Brescia)



domenica 16 marzo 2014

Turisti a Tavola: il Ponente Ligure

Turisti a Tavola


Si è svolta qualche tempo fa la 16^ serata del percorso turistico gastronomico ideato dal Consolato Touring di Cremona dedicato alla conoscenza delle regioni italiane e alle eccellenze del territorio. La serata ha avuto come tema Il Ponente Ligure ed in particolare tre "chicche" suggerite dal Console di Genova: Toirano con le grotte, il Museo Etnografico ed il Borgo Medievale; La Baita, azienda agricola e agriturismo nelle vicinanze di Borghetto d'Arroscia e del parco Naturale regionale del Monte Beigua ed infine Sassello famoso per l'amaretto.










 Il menù della serata comprendeva antipasti tipici come la farinata e le olive taggiasche, la frittata coi bianchetti e i crostini con patè di olive.





nella foto in alto anche ottimo pesce azzurro fritto in pastella


Per primo trofie al pesto, un classico della cucina ligure, per secondo stoccafisso in umido alla ligure e carciofi di Albenga



 

Il dessert; amaretto di Sassello, crema di semolino fritta e arance al Pigato.



  


Il Vermentino e il Pigato hanno abbondantemente accompagnato i piatti gustati.

Infine ogni volta vengono enumerati i punti di contatto storici e artistici che legano la località considerata con Cremona. Ne vengono tra i tanti ricordati quattro:

la via Postumia costruita nel 148 a. C. per esigenze militari,collegava Genova con Aquileia e attraversava Cremona lungo il decumano massimo.
Uberto Pallavicino (1197 - 1269) signore di Cremona, stringeva importanti contratti commerciali con Genova, Venezia e Montpellier
Leonida Bissolati (1857 - 1920) promotore dei primi scioperi nel cremonese, partecipò a Genova alla fondazione del Partito Socialista Italiano e diresse il quotidiano l'Avanti.
Sofonisba Anguissola (1530 - 1625) pittrice cremonese sposò in seconde nozze il capitano Orazio Lomellini e visse a Genova per oltre 30 anni. 

 

sabato 1 marzo 2014

Lunario mese di Marzo

MARZO




La Grande Croce, una croce astile in argento che è sicuramente un capo d’opera non solo del Tesoro, ma dell’oreficeria quattrocentesca lombarda visto che è stata realizzata nel 1478 da due orefici: il milanese Ambrogio Pozzi ed il cremonese Agostino Sacchi. Questi due nomi con la data di esecuzione sono incisi a niello sulla base del piedestallo della croce vera e propria che si appoggia ad un complesso basamento aggiunto nel 1775 e realizzato da Giuseppe Berselli su disegno di Giovanni Manfredini.




SANTI E RICORRENZE



4/3 Martedì grasso il termine del Carnevale
5/3 Le Ceneri
7/3 S. Felicita
19/3 S. Giuseppe
21/3  S. Benedetto
25/3 Annunciazione del Signore
31/3 S. Beniamino Martire




LA POESIA DEL MESE


MARZO


Nei boschi, da sera a mattina,
si schiudono fresche sorprese:
leggero sui prati cammina
Marzo, incantevole mese.

Ancora non c'è l'usignolo
ricolmo di note e di trilli,
ma lungo le prode e nel brolo
già fremono e parlano i grilli.
E, guarda, la siepe s'è desta
coperta di fiori, odorosa;
il pesco s'ammala di festa
schiudendo i suoi petali rosa.
C'è pioggia, c'è vento, c'è Sole:
è Marzo, ogni cosa ha un incanto:
è Marzo che piange e non vuole..
che mostra il sorriso tra il pianto.



                                                             Alfred de Musset



IL PROVERBIO DEL MESE


Per San Benedetto
la rondine sotto il tetto.
Per  l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.


LA RICETTA DEL MESE


Filetti di merluzzo ai carciofi





 I filetti di merluzzo ai carciofi sono un secondo piatto leggero, ma al tempo stesso gustoso, che sposa il sapore delicato del merluzzo a quello deciso dei carciofi con un risultato che saprà sorprendervi.

I filetti di merluzzo ai carciofi sono ottimi se preparati con i filetti di merluzzo fresco, ma vengono benissimo anche con quello surgelato purchè sia di buona qualità. Lasciarlo però scongelare in frigorifero prima di cucinarlo.

Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/filetto-merluzzo-carciofi#ixzz2vVEDy8gp



INGREDIENTI


PREPARAZIONE

  • Lavare i carciofi, togliere le foglie dure più esterne fino ad ottenere i cuori formati solo da foglie chiare e tenere, tagliare le punte. Tagliarli a metà, eliminare il fieno, ridurli a spicchietti e metterli in acqua acidulata con il limone. E’ possibile utilizzare anche i primi 8-10 centimetri del gambo. Togliere la parte esterna più coriacea con un pelapatate e tagliarli a fette di mezzo centimetro di spessore. Mettere anch’essi nell’acqua acidulata.
  • Lavare il prezzemolo, selezionarne le foglie e tritarle con la mezzaluna su un tagliere.
  • Scaldare il brodo.
  • Mettere in una padella metà olio con la cipolla pelata e tritata finemente. Farla dorare dolcemente per 2-3 minuti, quindi unire i carciofi ben scolati e farli saltare a fiamma vivace per un paio di minuti.
  • Abbassare il fuoco, aggiungere un mestolo di brodo, un cucchiaino di prezzemolo tritato e lasciar proseguire la cottura per 10 minuti circa. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo aggiungere altro brodo vegetale.
  • A fine cottura unire una grattugiata di pepe e regolare di sale.
  • Sciacquare i filetti di merluzzo sotto acqua fresca corrente e tamponarli con carta da cucina.
  • Infarinarli.
  • Scaldare in un'ampia padella il restante olio e rosolare i filetti di pesce un paio di minuti per lato, girandoli molto delicatamente con una paletta. Salarli.
  • Unire i carciofi con il loro fondo di cottura, un paio di cucchiai di brodo vegetale e cuocere coperto a fiamma media per 10 minuti. Di tanto in tanto smuovere delicatamente il pesce e i carciofi con una paletta e aggiungere altro brodo se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo.
  • Trascorso il tempo indicato scoperchiare, alzare la fiamma e far asciugare.
  • Servire decorando con il prezzemolo.


AUTORE

Ricetta realizzata da . Fotografia di Giovanni Caprilli. Tutti i diritti riservati.





 L'albero dell'Ariete: l'ontano





I Celti lo consideravano sacro; probabilmente per la sua proprietà di resistere indefinitamente all'acqua tant'è vero che le prime case europee vennero costruite nei laghi su palafitte di ontano, così come in Irlanda fino a qualche decennio fa i secchi e i recipienti per il latte. Le foglie rimangono verdi fino a quando cadono nella sagione avanzata. L'ontano con i suoi rami contorti ha evocato maghi e stregheche si diceva fabricassero con questo legno dei fischietti per richiamare i venti distruttori.