martedì 17 gennaio 2012

Lunario mese di Gennaio

Santi e Ricorrenze


17/1



Sant'Antonio Abate








Nella tradizione contadina è uno dei santi più venerati cui vengono attribuiti miracoli e numerosi patronati.

Vari infatti sono gli appellativi attribuiti: mercante di neve, del fuoco, degli animali, del porcello, della barba bianca…

Tradizionalmente con S. Antonio si dà inizio al carnevale mentre di solito il tempo registra un brusco cambiamento (in meglio o in peggio).

Gli abati Sant’Antonio e San Bassano e i vescovi Ilario e Mauro sono definiti “mercanti di fiocchi” nel senso che portano la neve se non ce n’è o la fanno sciogliere se già caduta.

Sant’Antonio aiutato dal porcellino (che aveva in precedenza salvato) porta dall’inferno il fuoco e col suo bastone a forma di tau lo appicca al falò donando finalmente agli uomini luce e calore. Da qui la tradizione di accendere i falò rituale che assolve anche la funzione di passaggio dal vecchio anno al nuovo, di rinascita e di purificazione: un chiaro richiamo alla divinità celtica Lug cui erano consacrati maialini e cinghiali.

Ancora viva nella campagna cremonese l’usanza della benedizione degli animali nelle stalle (dove non mancava mai sul muro l'immagine del santo) e dei piccoli animali domestici.

Invocato per ritrovare le cose perdute o il compagno della propria vita, ma anche per trovare sollievo contro il bruciore provocato dall’herpes zoster è protettore dei vigili del fuoco, dei canestrai e dei monaci eremiti (per la sua esistenza di anacoreta), dei macellai.

Muore il 17 gennaio 356 nella Tebaide (Alto Egitto) a 106 anni.




lunedì 16 gennaio 2012

Lunario mese di Gennaio

Ricorrenze

16/1/1886


Muore Amilcare Ponchielli






Amilcare Ponchielli è nato a Paderno Fasolaro (CR), ora Paderno Ponchielli, il 31 agosto 1834 da una famiglia modesta. Il padre Giovanni dedicandosi per pura passione alla fisarmonica e all'organo della chiesa parrocchiale, insegnò le prime nozioni di musica al piccolo Amilcare.

Grazie all'aiuto di un ricco agricoltore e proprietario di filande Giovanni Battista Jacini, potè frequentare il Conservatorio di Milano con il massimo dei voti.

Ritornato a Cremona suonò gli organi di diverse chiese e divenne capobanda a Piacenza e a Cremona. Nel 1881 divenne maestro di cappella a S. Maria Maggiore a Bergamo e due anni dopo ottenne la cattedra di composizione al Conservatorio di Milano dove ebbe fra gli allievi Giacomo Puccini e Pietro Mascagni.


Mentre si trovava a Piacenza per assistere all'opera "La Gioconda" in occasione del Carnevale 1886 al teatro Municipale, si ammalò di bronchite come conseguenza di strapazzi dei giorni di Pietroburgo dove era andato per seguire "I Lituani". Già all'Epifania le sue condizioni erano gravissime tanto che non potè completare una lezione e gli allievi dovettero accompagnarlo a casa.

Morì il 16 gennaio 1886 a soli 51 anni, ricorre pertanto quest'anno il 126° anniversario della morte.

Ponchielli è universalmente conosciuto solo per la sua opera più famosa, La Gioconda, ma compose per 30 anni esatti dai Promessi Sposi del 1856 fino ai Mori di Valenza, incompiuta, rappresentata a Montecarlo nel 1914 e recentemente registrata su CD dal Coro Ponchielli - Vertova che ha partecipato anche alla registrazione dell'opera meno conosciuta "il figliol prodigo" sempre di A. Ponchielli.

Solo negli ultimi anni è iniziato un processo di rivalutazione della produzione non solo operistica, ma anche cameristica, bandistica e sinfonica.

Nel paese dove si conserva la casa natale è allistito il museo Ponchielliano e a lui è dedicato il teatro di Cremona ex Concordia.

Coro Ponchielli Vertova

Nell'ambito della Giornata Internazionale dei Migrantes e dei Rifugiati e in concomitanza con il 40° Anniversario della Caritas Cremonese dopo la cerimonia religiosa multietnica, il Coro Ponchielli - Vertova di cui Pippo fa parte ha offerto agli intervenuti un concerto di brani sacri e lirici  del proprio repertorio.






nella foto il M° Patrizia Bernelich, il Soprano Eleonora Alberici e i Coristi ricevono l'applauso caloroso del pubblico.

giovedì 12 gennaio 2012

i benedetti




sono dei biscotti un po' speciali. Non ne conoscevamo l'esistenza se non dopo aver letto una ricerca su "la cucina delle festività religiose nel Cremonese" a cura di Carla Bertinelli Spotti nell'ambito dell'Accademia Italiana della Cucina dell'ottobre 2010.
La loro preparazione risalirebbe all'ottocento nel comune di Vescovato ad opera del fornaio della piazza centrale del paese. Sono biscotti secchi e non lievitati fatti con farina, burro, acqua e sale e decorati con codette colorate e miele, hanno forma piatta e ricordano i fazzoletti che si mettevano in testa annodati ai quattro lati.

Secondo alcune testimonianze il nome si deve al fatto che venivano preparati per S. Benedetto e le codette colorate richiamerebbero proprio i colori della primavera, secondo altri venivano preparati per l'Epifania, portati in chiesa per la benedizione e dati in pasto alle bestie per preservarle da malattie, ma in seguito furono mangiati anche dagli uomini che li trovavano molto buoni.

Non nascondiamo che la nostra andata a Vescovato per l'Epifania (vedere post precedente) aveva anche lo scopo di acquistare i biscotti, tentativo vano, ma non avendo desistito siamo alla fine riusciti a vedere e ad assaggiare i famosi benedetti . 



domenica 8 gennaio 2012

vicino a casa

Il 6 gennaio, complice la bella giornata di sole, abbiamo voluto festeggiare l'Epifania andando in un paese della provincia distante una dozzina di Km. che si chiama Vescovato.


Qui abbiamo pranzato al Ristorante il Mappamondo
www.ilmappamondocr.com

ecco alcune foto con particolari della sala da pranzo, dove era acceso il camino, e i piatti gustati



tortelli al bagoss e gorgonzola


tacchinella con ripieno di castagne

torta di ricotta e pere

dopo pranzo abbiamo fatto un veloce giro (a causa del forte e fastidioso vento) per piazza Roma, la piazza principale del paese dove si trova la chiesa parrocchiale dedicata a S. Leonardo, il Municipio e la statua del personaggio simbolo del carattere dei Vescovatini intraprendenti che con la bicicletta andavano per le strade del mondo in cerca di fortuna e vendendo mercanzie varie: è il "giraduur"





dell'antica Rocca nulla si conserva

giovedì 5 gennaio 2012

Lunario mese di Gennaio

RICORRENZE


6/1



Epifania


L'Epifania è la manifestazione della Divinità di Gesù al cospetto dei Re Magi


         



 Milano - Basilica di S. Eustorgio

 

Pochi sanno che la basilica milanese di Sant'Eustorgio è detta la basilica dei Tre Re Magi per il grande sarcofago che ne ospitava i corpi, sarcofago che Eustorgio ebbe in dono dall'imperatore Costante. Del resto già osservando la cuspide del campanile si nota che è sormontata dalla stella ad otto punte.




 
la stella della pietra sepolcrale dei Re Magi

Le reliquie vi furono conservate fino al 1164 quando l'Imperatore Barbarossa le fece portare a Colonia dove sono tuttora conservate in una teca dietro l'altare del duomo. Solo nel 1906 il Cardinale di Milano, Ferrari, ottenne dalla città tedesca una parziale restituzione delle reliquie.


Ma non si può parlare di Epifania senza ricordare la cara e simpatica vecchietta...



 
Buona Befana a tutti!

domenica 1 gennaio 2012

Lunario mese di Gennaio

GENNAIO 




  Giardini pubblici di piazza Roma intitolati a Papa Giovanni Paolo II, la Pagoda


Gennaio deriva il nome dal mese latino Ianuarius, dedicato al dio Giano. Questa divinità era preposta a tutti gli inizi nel tempo e nello spazio. Era rappresentato con due volti, (un terzo invisibile che corrisponde nella tradizione induista all'occhio frontale, simbolo d'Eternità), uno dall'aspetto di giovane, l'altro di vecchio e posto a tutela delle porte e più in generale dei passaggi. Indica al meglio perciò il divenire del tempo e la rinascita del vecchio in un nuovo anno. 


Santi e Ricorrenze



  6/1 Epifania
16/1/1886 muore Amilcare Ponchielli
17/1 S. Antonio Abate
20/1 S. Sebastiano
21/1 S. Agnese
25/1 Conversione di S. Paolo
27/1 (1901) Muore a Milano Giuseppe Verdi
29/1 inizio dei tre giorni detti "della merla"

La poesia del mese




Antico Inverno di Salvatore Quasimodo da "Ed è subito sera"

Desiderio delle tue mani chiare
nella penombra della fiamma:
sapevano di rovere e di rose;
di morte. Antico inverno.

Cercavano il miglio gli uccelli
ed erano subito di neve;
così le parole.
Un po’ di sole, una raggera d’angelo,
e poi la nebbia; e gli alberi,
e noi fatti d’aria al mattino.

Il proverbio del mese

se nevica in gennaio si riempie il granaio


la ricetta del mese



 

Torta mantovana sbrisolona




  Ingredienti dosi per 6 persone
200 g. di farina bianca, 200 g. di farina gialla, 200 g. di mandorle dolci, 200 g. di zucchero, 150 g. di burro, 2 tuorli d’uovo, una buccia di limone.
 
Preparazione
Questa torta deve il suo nome al fatto che si sbriciola appena la si vuole tagliare a fette. E’ originaria delle zone intorno a Mantova e a Cremona. Nel cremonese con la variante più rustica priva di mandorle, si prepara per S. Antonio. Gettate le mandorle in acqua bollente, così da poterle spellare più facilmente, quindi tritatele abbastanza finemente con la mezzaluna o pestandole in un mortaio. Ottenuto un bel trito, mescolatelo con la farina bianca e quella gialla passate precedentemente al setaccio. Da ultimo unite lo zucchero e la buccia di limone grattugiata. Battete a parte i tuorli d’uovo e aggiungeteli alle farine mescolando bene con il cucchiaio di legno in modo che leghino il tutto. Unite ora il burro che avrete fatto ammorbidire tenendolo per un po’ fuori dal frigo e poi mescolandolo con un cucchiaio di legno in una bacinella intiepidita a bagnomaria. Gli ingredienti non risulteranno ben amalgamati come di solito si richiede ad un dolce: “deve” esserci qualche piccolo grumo, altro motivo che dà il nome sbrisolona a questa torta. Versate quindi l’impasto in una grande teglia imburrata e mettete in forno ben caldo per circa 45 minuti. Una volta terminata la cottura, sfornate la torta e cospargetene abbondantemente la superficie con lo zucchero semolato. Lasciatela quindi raffreddare bene e infine servite la torta sbrisolona ponendola su un tovagliolo.



Il mese è posto sotto il segno dell'Acquario.